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sabato 4 dicembre 2010

Il fidanzato traditore - da Elisabetta Bricca

Delle risate mi colgono impreparata: avevo sperato fosse solo, volevo regalargli me stessa prima della festa per il nostro fidanzamento di stasera. Salgo al piano di sopra, da dove mi giungono anche gridolini e risate femminili. Rallento il passo, quando scopro che provengono dalla camera da letto padronale.
Incedo incerta e mi arresto solo quando ragggiungo la soglia di quella porta socchiusa.
Le risate ora sono soffocate da lamenti. No, non sono lamenti, ma un uomo e una donna che si stanno amando. La mia mano fasciata dal guantino azzurro apre con determinazione la porta. Lo scenario che si offre ai miei occhi è oltremodo indecente!
Il mio fidanzato si sta contorcendo di piacere e, avvinghiato al suo corpo di uomo vissuto, c’è quello delicato e candido di Marie, la figlia di Lady Elisabeth, amica di sua madre. Mi aveva detto, un giorno, che considereva quella ragazza come una sorella.
Resto a guardare esterrefatta. Non so se urlare indignata, piangere, fuggire…
Raccolgo le forze. Respiro a fondo e ripenso a tutto ciò che mi ha insegnato mia madre. Ora capisco che ha ragione: non ci si deve innamorare degli uomini, bisogna educarli.
“Tesoro, fidanzato mio, non vorrei ti stancassi troppo con la tua amata “sorellina”… abbiamo una festa questa sera, ricordi?” esordisco, stupendo me stessa per il savoir faire e il controllo. Vorrei prenderlo a schiaffi, urlare furiosamente parole che non si addicono ad una signorina del mio rango; vorrei graffiare il dolce viso emaciato della fanciulla che ha appena goduto del mio uomo e vorrei strapparle quei capelli biondo miele che delicatamente si posano sulle spalle tempestate da mille lentiggini. Ma non farò nulla di tutto questo: la mia vendetta sarà un’altra.
Quattro occhi puntati su di me. Lei si copre con pudicizia arrossendo. E lui, il mio amore, si riallaccia le braghe che aveva calato e si avvicina lentamente.
“Che ci fai tu qui?! Avevi detto che non saresti venuta…” La  voce tremolante fa intuire la forte emozione che prova, e il suo incontrollabile disagio.
“Bramavo di essere tua…” dico guardandolo negli occhi in segno di sfida, poi gli sorrido cordiale: “ Ti aspetto di sotto, così mi accompagni da Carlotta…Miss Marie” aggiungo, facendo un cenno di saluto all’altra.
Prima di girarmi per uscire, noto una punta di rabbia nello sguardo di Filippo. Si sente tradito dal mio amore. Si sarebbe aspettato una scenata di gelosia o di disperazione a testimonianza del mio vivo e autentico sentimento. La mia vendetta è servita!



2 commenti:

  1. davvero piacevolissimo,splendida protagonista !!
    lady peonia

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  2. Complimenti! Nn dev'essere tanto facile attrarre un lettore in così poche righe. In bocca al lupo!

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