Delle risate mi colgono impreparata. Avevo sperato fosse solo. Volevo regalargli me stessa prima della festa per il nostro fidanzamento di stasera. Salgo al piano di sopra da dove mi giungono all’orecchio anche gridolini e risate femminili. Rallento quando scopro che provengono dalla camera da letto padronale.
Ma incedo con passo incerto e mi arresto solo quando sono sulla soglia di quella porta socchiusa.
Le risate sono ora soffocate da lamenti. No, non sono lamenti, ma un uomo e una donna che si stanno amando. La mia mano fasciata dal guantino azzurro apre con determinazione la porta. Lo scenario che si offre ai miei occhi è oltremodo indecente!
Il mio fidanzato si sta contorcendo di piacere. Avvinghiato al suo corpo di uomo vissuto, il delicato e candido corpicino di Marie, la figlia di Lady Elisabeth, amica di sua madre. La ragazza era come una sorella per lui mi disse un giorno. Resto a guardare esterrefatta. Non so se urlare indignata, piangere, fuggire…
Raccolgo le mie forze. Respiro a fondo e ripenso a tutto ciò che mi ha insegnato mia madre. Ora capisco che ha ragione. Degli uomini non ci si deve innamorare, ma si devono educare.
“Tesoro, fidanzato mio, non vorrei ti stancassi troppo con la tua amata “sorellina”… abbiamo una festa questa sera, ricordi?” esordisco, stupendomi io stessa per il mio savoir faire e il mio controllo. Vorrei prenderlo a schiaffi, urlare furiosamente parole che non si addicono ad una signorina del mio rango, vorrei graffiare quel dolce viso emaciato che ha appena goduto del mio uomo e vorrei strapparle quei capelli biondo miele che delicatamente si posano sulle spalle tempestate da mille lentiggini. Ma non farò nulla di tutto questo. La mia vendetta sarà un’altra.
Quattro occhi puntati su di me. Lei si copre con pudicizia arrossendo. E lui, il mio amore, si riallaccia le braghe che aveva calato e si avvicina lentamente.
“Che ci fai tu qui?! Avevi detto che non saresti venuta…” la sua voce tremolante fa intuire la sua forte emozione e il suo incontrollabile disagio.
“Bramavo di essere tua…” dico guardandolo negli occhi in segno di sfida.
Gli sorrido cordiale e aggiungo: “ Ti aspetto di sotto, così mi accompagni da Carlotta. Miss Marie” e le faccio un cenno di saluto.
Prima di girarmi per uscire, noto una punta di rabbia nello sguardo di Filippo. Si sente tradito dal mio amore. Si sarebbe atteso una scena di gelosia o disperazione a testimonianza del mio vivo e autentico sentimento. La mia vendetta è servita!
Favoloso, semplice e d'impatto..mi piace tanto!
RispondiEliminasamanta