Da Theresa Melville
TRADIMENTO
Era una mattina di novembre fredda e limpida.
Luisa indossava un cappotto blu di cashmere e il vestito preferito di Saverio, quello di seta, che le aveva portato di ritorno dal viaggio in Cina.
L’abito le accarezzava la figura ancora snella, malgrado l’età; quel mattino, vedendolo appeso nell’armadio, aveva pensato che fosse un po’ vistoso per una visita in ospedale, poi l’aveva messo comunque. Saverio era malato. Poteva essere l’ultima volta che lo vedeva vivo. E non voleva deluderlo. Voleva essere esattamente come lui la desiderava.
Entrò in ospedale. Prima di salire al piano, andò dal medico per informarsi sulle condizioni di Saverio.
— Suo marito si sta riprendendo meglio di quanto ci aspettassimo — le annunciò il dottore. — Presto potrà tornare a casa.
— Grazie, grazie dottore. Lei non immagina quanto sia felice di saperlo.
Salutò il medico e si diresse verso l’ascensore. Il reparto di oncologia era al settimo piano; entrandovi, fu schiaffeggiata dall’orrendo pavimento in gomma a scacchi gialli e bianchi, imitazione marmo. Se non altro, pensò, è lucido e pulito.
La stanza di Saverio era in fondo al corridoio.
Luisa esitò, fu sul punto di tornare indietro. Poi si decise. Aprì la porta.
— Sapevo che saresti venuta — l’accolse Saverio, e dal letto la squadrò con disappunto: — Ma come ti sei conciata? Hai cinquant’anni... Sei patetica.
Luisa si sforzò di giustificare il suo uomo. La malattia, la depressione, l’età: bisognava comprenderlo. Erano ancora insieme dopotutto, dopo tanti anni, dopo le altre donne.
Saverio, ora, aveva bisogno del suo aiuto. Non glielo avrebbe negato.
L’altra era sparita quando la malattia era peggiorata, così dall’ospedale avevano chiamato lei, sua moglie, ad assisterlo.
Si erano riconciliati. Per sempre, aveva creduto Luisa.
— Il dottore ha detto che l’operazione è andata bene — disse al marito, ignorando il suo commento astioso. — Presto potrai uscire. A casa è tutto pronto. Io e le tue figlie ti aspettiamo.
Saverio non rispose subito; girò la testa verso la finestra e chiuse gli occhi. Quando li riaprì, la guardò con freddezza. — Marisa è venuta a trovarmi — la informò.
Poteva significare nulla, ma non era così.
— Vuole che ritorniamo insieme — aggiunse. — Non penso di venire da te.
Concentrati, concentrati, non devi piangere.
— Ma come... Dopo quello che abbiamo passato in questi mesi, dopo le promesse che mi hai fatto... Io ti sono stata vicina, non Marisa. Hai detto che mi amavi, che ti eri reso conto dello sbaglio.
— Lo so, sono stato un debole. Temevo di rimanere solo. Ma non ti amo più. Ti voglio bene, ma non ti amo.
Luisa sapeva quale era il vantaggio di Marisa. — Il fatto che lei abbia trent’anni e io cinquanta è ininfluente, vero? Sei un maiale. Non dovevo permetterti di farmi ancora del male. — E uscì quasi di corsa dalla stanza.
Dovevo dar retta alle mie figlie, pensò, mi avevano avvisata. Conoscono il padre meglio di quanto io conosca mio marito.
Ho "studiato" con molta attenzione l'editing.Mi sembra puntuale e scrupolosissimo ma soprattutto più che prezioso per imparare e migliorare. Credo di aver capito che è necessario prestare attenzione anche ai dettagli che sembrano più insignificanti, per aiutare la fluidità della comprensione e del linguaggio. Comunque il racconto di Titina, che quando ho letto mi sembrava già buono, dopo l'editing è diventato ottimo. Ho scoperto un universo....
RispondiEliminaGrazie di cuore alle scrittrici per questo lavoro che credo aiuterà notevolmente la nostra evoluzione "letteraria".
Valentina
Cara Valentina, sono davvero contenta di esserti stata utile. Tengo a dire che il racconto era già in buona forma e che la stessa Titina avrebbe potuto migliorarlo con revisioni aggiuntive, perché ha una buona mano, che lascia per sperare per il futuro. Il fatto è che agli inizi si sottovaluta il valore della revisione e di alcuni accorgimenti stilistici che emergono successivamente alla prima stesura. Ragazze, mettevi sotto. Per ciò che posso, io sarò sempre al vostro fianco. Un abbraccio.
RispondiEliminaTheresa Melville
L'idea del racconto è graziosa! Tuttavia, per il mio stile avrei scelto un dialogo più drammatico e intenso, avrei enfatizzato di più le emozioni attraverso la mimica del volto di Luisa e avrei, se non eliminato, ma rinvigorito l'irruzione in soggettiva dei pensieri della protagonista.
RispondiEliminaIseut de Chapieu
...è molto bello notare come una scrittrice affermata sia così disponibile nell'aiutarne una esordiente con una tale umiltà! Complimenti a Theresa melville!
RispondiEliminaLunaspi
Lunaspi, ti ringrazio. Sono sicura che condividere la passione per la scrittura sia di giovamento alle scrittrici esordienti quanto a quelle esperte. Perciò, ragazze, non esitate e approfittate dell'occasione.
RispondiEliminaUn caro saluto
Theresa Melville
Sicuramente il materiale di partenza era già buono, cmq è molto interessante seguire, praticamente in tempo reale, l'evoluzione e il miglioramento del racconto dopo l'editing.
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